Nantes Selvaggio sostiene che la riviera deve la sua fortuna al fatto che “i tedeschi amano stare in riga anche in vacanza e quindi si possono comprendere quattrocento ombrelloni, cento sdraia e mille persone in 50 metri di spiaggia”. Sono tutte interpretazioni che partono troppo da vicino. Si dovrebbe piuttosto ricordare che Rimini, il 21 settembre 1944, era soltanto macerie dopo aver subito 388 bombardamenti. Pochi anni dopo cominciò la ricostruzione e i romagnoli si caricarono di debiti per inventare il loro turismo…
Consumarono l’inchiostro per firmare cambiali, innalzarono le prime pensioni. Poi vennero gli alberghi e adesso ci sono i night, i camping, i ristoranti, le rosticcerie, una spiaggia che è la più lunga del mondo e supera quella di Long Beach. Uno dei tanti miracoli all’italiana fatti senza santi e madonne…
Chi ricorda Maria Pagliarani della pensione Antonella di Rimini, che sul finire degli anni ’40, stanca di fare l’infermiera in sala operatoria, piantò un palo sulla spiaggia, aprì una tenda e la offrì al primo turista? Nasceva la stirpe dei bagnini che sarebbero diventati albergatori, nasceva il mito e la leggenda di una spiaggia.
E l’Hotel Caesar può essere considerato, a ragione, uno di questi “miracoli” che hanno creato e sostengono tutt’oggi il mito della Riviera Romagnola… Un’impresa che comincia negli anni della ricostruzione…
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Anni ’50: Bisogno di ricostruire – Dal nulla, con un minimo di capitale, Mario Manuzzi, il capostipide, tenta la fortuna: costruisce a Villamarina una colonia. Inizia la collaborazione col comune di Milano per sfruttare i benefici del mare a vantaggio dei bambini. Ma c’è ancora tanto da fare: Valverde è ancora uno stagno, pieno di canneti. Nonostante ciò, qualcuno inizia a sognare, e così nascono i primi sette alberghi, mentre tutto il resto è ancora campagna.
1962 – inizia la costruzione dell’ hotel CAESAR, una struttura particolare e di concezione moderna, l’unica con tutti i balconi rivolti al mare…
Estate 1964 – inizia l’avventura… l’ hotel piace. Familiarità e tradizione, mantenuta cercando comunque e sempre di restare al passo coi tempi, di Padre in Figlio… ed ora con la terza generazione.
Il resto è storia recente – una tradizione che va avanti e che si rinnova di anno in anno, che ha scritto e ancora oggi scrive la storia dell’ospitalità nella Riviera Romagnola.